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L’esperienza dei Repair Cafè, dove s’impara a riparare gli oggetti rotti invece di buttarli. Mio articolo su Materia Rinnovabile/Renewable Matter

13 maggio 2018

Nata ad Amsterdam, l’esperienza dei Repair Café si è diffusa in tutto il mondo, Italia compresa.

In genere si tratta di luoghi accoglienti dove portare gli oggetti rotti più disparati – dalla bici, al frullatore, al telefonino, a un vecchio indumento – per imparare a ripararli gratuitamente con l’aiuto di volontari-esperti. Accompagnando il tutto con un tè, una fetta di dolce, una chiacchierata.

Leggi l’articolo http://www.renewablematter.eu/it/art/785/Riparate_gente_riparate
Read it in English http://www.renewablematter.eu/en/art/786/Cmon_People_Lets_Repair

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Quanto sono davvero sostenibili i processi di digitalizzazione? Mia intervista su Materia Rinnovabile/Renewable Matter all’esperto Tilman Santarius

12 maggio 2018

In questa intervista
http://www.renewablematter.eu/it/art/779/Il_lato_oscuro_della_digitalizzazione
http://www.renewablematter.eu/en/art/780/The_Dark_Side_of_Digitalisation

Tilman Santarius, eco-analista di lungo corso che dirige una ricerca sulle tecnologie digitali al Politecnico di Berlino e all’Istituto di ricerca economica per l’ecologia (IÖW),
analizza in modo critico gli aspetti che rendono la digitalizzazione un’opzione sostenibile (ad esempio tramite le piattaforme di sharing economy per la condivisione di beni e servizi)
e quelli che (a partire dal consumo di energia e di materie prime per realizzare le infrastrutture e i dispositivi digitali) vanno in direzione contraria.

E suggerisce alternative ai Big Data a tutela della privacy.

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A Mcfrut 2018 (Riminifiera) a parlare di alimenti biologici

11 maggio 2018

Nella foto scattata a Mcfrut sono (alla mia sinistra) con Franca Ladogana (Bioagricert), che nel corso del seminario Enfap è riuscita a parlare in maniera brillante di certificazioni e di normative che regolano l’export degli alimenti biologici, e (alla mia destra) con Rosa Maria Bertino (mitica fondatrice di Biobank), che ha raccontato le storie e i prodotti di alcune aziende biologiche innovative, uno stimolo non solo per l’appetito ma anche per il pensiero

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A Mcfrut (Riminifiere) il 10 maggio coordino un seminario di Enfap su export bio

9 maggio 2018

Nuovo appuntamento con il cibo biologico.

Nello stand della Regione Emilia-Romagna (Padiglione B1 – Area 107/109 – 132/134)
a Mcfrut (Riminifiera)
giovedì 10 maggio, dalle 14.30 alle 17.30
coordino il seminario
Il Made in Italy bio di provenienza regionale (ER) nei canali esteri Ho.Re.Ca” organizzato da Enfap nell’ambito del percorso di formazione per aziende biologiche dell’Emilia-Romagna.

Tre gli interventi in programma.

  • Rosa Maria Bertino (Bio Bank) presenterà le esperienze di alcune aziende bio che hanno sede in Emilia-Romagna che eccellono per l’innovazione e che si sono affermate sui mercati esteri.
  • Franca Ladogana (Bioagricert) si soffermerà su certificazioni e normative per accedere ai mercati esteri.
  • Roberto Pinton (segretario di Assobio) porterà un contributo sui dati dell’export bio e sulle problematiche del settore.

Ingresso libero

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10 maggio2018_Mcfrut (Riminifiera)_Export bio.pdf

Ogni anno in Italia 16 miliardi di euro se ne vanno in sussidi dannosi per l’ambiente. Mio articolo su La nuova ecologia

5 maggio 2018

Si chiamano SAD (Sussidi Ambientalmente Dannosi) e valgono 16 miliardi di euro all’anno, 12 dei quali destinati alle fonti fossili.
Li ha censiti nelle pagine del Bilancio il Ministero dell’Ambiente.

Ma se sono dannosi, a quando la loro riconversione in SAF (Sussidi Ambientalmente Favorevoli)?

Ne parlo nell’articolo “Un tesoretto da riconvertire” uscito sul numero di febbraio del mensile La nuova ecologia e sulle pagine online della rivista.

https://www.lanuovaecologia.it/un-tesoretto-riconvertire/

 

 

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Fuga dalla noia ecologica. Mia intervista a George Monbiot su La nuova ecologia

1 maggio 2018

Nel suo ultimo libro uscito in italiano “Selvaggi. Il rewilding della terra, del mare e della vita umana”,
l’editorialista del quotidiano The Guardian George Monbiot, da anni tradotto in tutto il mondo, spiega come sottrarsi alla “noia ecologica
grazie all’immersione nella biodiversità. E come rifondare un nuovo ambientalismo positivo.

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Lupi che, reintrodotti nel parco di Yellowstone, hanno innescato la rinascita degli ecosistemi originari, recuperando la biodiversità perduta; pesci e uccelli marini che si moltiplicano nelle aree in cui viene sospesa la pesca commerciale; l’uomo che ritrova il suo io più nascosto e ricarica le batterie emozionali incontrando la natura.
Sono alcuni protagonisti del volume “Selvaggi. Il rewilding della terra, del mare e della vita umana” di George Monbiot, editorialista del quotidiano The Guardian e autore di libri su tematiche ecologiche letti in tutto il mondo. In “Selvaggi” che l’autore sconsiglia a coloro per i quali “dar da mangiare alle anatre è l’unica cosa che li avvicina alla natura”, Monbiot descrive le sue immersioni, anche rischiose, nella natura selvaggia, spinto dal bisogno di sottrarsi alla ecological boredom, la noia ecologica. Un’espressione insolita, che gli abbiamo chiesto di chiarire ai lettori di Nuova ecologia.

«Nella storia della sua evoluzione la specie umana si è confrontata con enormi difficoltà per sopravvivere, ad esempio, ad animali molto più forti e veloci – spiega Monbiot – Questo processo di adattamento ci ha permesso di sviluppare straordinarie capacità psichiche nel rispondere ai pericoli e nel prevenirli, rendendoci resilienti e adattabili. Ma il mondo confortevole in cui viviamo oggi sollecita solo una minima parte di questo potenziale psichico e di queste raffinate abilità mentali che, anche se non vengono utilizzate, sono comunque radicate nei nostri corpi. Sono state le esperienze avventurose che ho vissuto a contatto con la natura che mi hanno permesso di aprire una finestra sul nostro ricco patrimonio psichico. E credo di non essere il solo a desiderare di fuggire la noia ecologica per fare incontri avvincenti con le straordinarie forme di vita del mondo naturale che riaccendono questa parte del cervello messa a tacere dai rigidi confini delle nostre esistenze quotidiane».

A questo link l’articolo completo uscito sul numero di marzo de La nuova ecologia e ripreso sul sito online

https://www.lanuovaecologia.it/rewilding-dipinge-natura-piu-ricca-ecosistemi/

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Il ritorno dell’idrogeno. Mio articolo su La nuova ecologia

22 aprile 2018

Chi non ricorda Beppe Grillo mentre in tv respirava vapore inginocchiato davanti al tubo di scappamento di una berlina a idrogeno?
Ma dopo essere sembrato per anni l’uovo di Colombo della mobilità sostenibile, la corsa dell’idrogeno si è arrestata, azzoppata dall’elevato costo dei mezzi, dal bilancio energetico sfavorevole rispetto ai veicoli elettrici a batteria (che usano direttamente l’elettricità senza disperderne una parte nel processo di produzione dell’idrogeno a bordo) e dall’assenza di stazioni di rifornimento.
E così, mentre l’idrogeno finiva in un cono d’ombra, i veicoli elettrici, al contrario, si sono rapidamente evoluti.

Oggi, però, si assiste ad un rilancio della tecnologia delle celle a combustibile. Lo testimoniano l’interesse delle maggiori case automobilistiche, le prossime “Olimpiadi all’idrogeno” in programma in Giappone. E le sperimentazioni in corso anche in Italia con bus e treni all’idrogeno.

Di tutto questo parlo in un articolo uscito a mia firma sul numero di marzo de La nuova ecologia, ripreso anche nella versione online della rivista.

https://www.lanuovaecologia.it/il-ritorno-dellidrogeno/

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